Qui tutte le informazioni necessarie: www.firmovotoscelgo.it

Dalle foto della vacanza in Trentino del 2009 ecco un paio di foto interessanti sulle loro modalità di gestione dei rifiuti, c'è la possibilità di prendere esempi utili.

Il 12 e 13 giugno si vota per il referendum sul nucleare (e non solo). Su la testa!

http://www.beppegrillo.it/2011/03/spegni_il_nucle/index.html

Scopro oggi che c'è ancora qualcuno che dice (stavolta su Facebook) che nel 2008 mi sarei dimesso da Assessore del Comune di Sala Baganza "ufficialmente per cambio residenza e lavoro"... persone che parlano di me senza informarsi, cosa che mi da fastidio. A scanso di equivoci metto qui i link agli articoli di giornale, nella speranza che chi ama parlare a vanvera impari ad astenersi...

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Pubblico qui il link al volantino dell'incontro in oggetto. Molto interessante.

Si è vero lo ammetto: ero in giornata di grazia. Per vincere per la prima volta a 38 anni, dopo che ormai ci hai rinunciato e non ti prepari neanche più, devi proprio essere in giornata di grazia. Mi tengo il ricordo del divertimento silenzioso (ho esultato solo 2 volte in 6 set, per risparmiare il fiato), la consapevolezza di essermi gestito con esperienza (durante le partite avevo ben presente il torneo giocato da Solustri nel 1999 a Peschici, un vero esempio di vecchio marpione che non spreca una goccia di sudore inutilmente), e il piacere di aver vinto in coppia col giocatore che ho allenato per più tempo nei miei 15 anni da allenatore, soprattutto una bella persona, ma anche il merito di avermi trascinato alla vittoria. Grazie Vale.

Integrazione dell'articolo datata 31-07-2010: Aggiungo un link specifico sul biogas, in quanto la parte sotto si riferisce più alle biomasse che vengono bruciate, mentre nel caso dell'ipotesi di Felino si tratterebbe di biogas (che in alcuni casi viene chiamato bimasse, cosa che può generare confusione). Attacco qui il link alla definizione di biogas su wikipedia ed a un articolo su comunicati-stampa.net.

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In questi giorni a Felino, dopo l'uscita di un articolo su Gazzetta di Parma che parla della possibile costruzione di un impianto a biomasse a San Michele Tiorre, alcuni cittadini cercano di informarsi. Io sono fra questi, alla ricerca di riscontri il più possibile oggettivi, e segnalo alcune notizie interessanti, limitandomi ai dati di fatto.

In quasi tutti i luoghi dove è paventata la costruzione di questi impianti, vi è una forte contrarietà dei cittadini; senza allontanarci da Felino, segnalo il ruvido scambio di opinioni fra i Sindaci di Collecchio e Sala Baganza, dove alla fine si è accantonato il progetto perché ritenuto pericoloso; interessante la presa di posizione del Sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi (PD). Interessante anche quanto sta succedendo a Fidenza.

Segnalo una interessante relazione del Dott. Giancarlo Anderle, dalla quale si evince che gli impianti a biomasse comportano rischi ed emettono sostanze inquinanti. Cito il Dott. Anderle in quanto il suo punto di vista è ben distante dagli "estremisti ambientalisti"; infatti questo Dirigente pubblico risulta indagato per aver concorso nel permettere emissioni illegali, come si legge sul sito Ecce Terra (articolo di Luca Petermaier, 5 dicembre 2009): <<Dopo tante polemiche scoppiate nelle precedenti inchieste l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente viene coinvolta direttamente nelle indagini con quattro dipendenti. Si tratta del dirigente Giancarlo Anderle e dei funzionari Alessandro Moltrer, Enrico Toso e Mauro Facchinelli. Tutti sono stati interrogati ieri in procura, ma solo gli ultimi due hanno scelto di rispondere. Per tutti l’accusa è abuso d’ufficio e concorso nelle emissioni illegali. Il motivo? L’aver autorizzato l’Acciaieria ad emettere diossine in concetrazioni mille volte superiori a quelle stabilite dal decreto ministeriale 31 gennaio 2005 che ha recepito una direttiva comunitaria che impone il limite massimo di 0,5 nanogrammi per normalmetrocubo. Il limite autorizzato dall’Appa è stato, fino all’agosto scorso, di 500 nanogrammi, ora rientrato a 0,5 dopo l’installazione del nuovo impianto di aspirazione. Da notare che le vicine acciaierie Valbruna di Bolzano rispettano un limite di 0,1 nanogrammi>>. Il Dott. Anderle ha una pessima reputazione presso chi è contrario alle nanopolveri (vedere ad esempio cosa ne pensa trentoinforma), quindi ritengo che il suo sia un parere non "ambientalista a tutti i costi", per questo motivo ho citato la sua relazione.

Che filmato interessante:

Parte 1 - Parte 2 - Parte 3

 

Da oggi questo sito è collegato a twitter; ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo, il titolo dello stesso viene "twittato" da http://twitter.com/Lucio7100 . In questo modo è possibile seguire il blog direttamente da telefonino.
Mer. 7 Luglio ore 21.00 Sala civica “Amoretti” Felino (PR) via Corridoni
Relatore: Federico Armani
Il tema
Un incontro per raccogliere adesioni alla vertenza “Cip6”, l'azione di rimborso promossa dall'associazione Diritto al Futuro per chiedere il rimborso dei contributi Cip6 pagati nelle bollette elettriche dal 2001 ad oggi.
Cip che?
La sigla Cip6 deriva da una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi, la numero 6 appunto, che nel 1992 recepiva una norma europea di incentivazione alla produzione “verde” di energia. In Italia, unico paese in Europa, fu aggiunto un termine, “assimilate”, che di fatto apri la strada al finanziamento occulto degli inceneritori. Da allora questi impianti hanno fatto man bassa degli incentivi andando a raccogliere il 90% dei finanziamenti. I Cip6 si sono rilevati un tesoro nascosto per i gestori degli inceneritori che hanno visto l'energia elettrica prodotta dagli impianti pagata tre volte il prezzo di mercato. Un Bengodi che ha fatto incassare, ad esempio all'inceneritore di Brescia, l'astronomica cifra di 450 milioni di euro.
Quanto paghiamo?
Il 7% di ogni bolletta elettrica viene utilizzato per sostenere i Cip 6, di fatto i contribuenti hanno finanziato negli anni impianti che bruciavano perfino scarti di raffineria e di lavorazioni industriali, oltre che plastica dai rifiuti urbani e molte altre sostanze inquinanti.
Cosa combina l'Italia?
Ad oggi solo il 10% di questi soldi è stato veramente investito nelle energie rinnovabili come eolico, solare, idroelettrico. L'Italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea ed è stata condannata.
E noi che facciamo?
Alla luce di questo c'è oggi la possibilità di chiedere, sia come aziende che come privati, la restituzione della somma che dal 2001 ad oggi è stata illecitamente sottratta. A condurre questa battaglia è l'Associazione Diritto al Futuro che sta raccogliendo in tutta Italia le adesioni per poter poi procedere con la richiesta di rimborso. Ad oggi sono già migliaia le adesioni raccolte in tutto il Paese. L'Associazione Gestione Corretta dei Rifiuti e Risorse di Parma ha organizzato questa serata per spiegare ai cittadini le modalità di azione e per raccogliere le adesioni.
Come si fa?
Portando con sé una FOTOCOPIA della bolletta elettrica e la FOTOCOPIA fronte/retro di un documento di identità (dell'intestatario della bolletta!) sarà possibile sottoscrivere da subito l'azione di rimborso. La vertenza Cip 6 sarà a carico dell'associazione Diritto al Futuro, la somma richiesta ai sottoscrittori sono 10 euro per coprire le spese accessorie (20 euro se il sottoscrittore è un'azienda). Per altre informazioni è attiva la pagina Internet www.dirittoalfuturo.it/vcip6.html
Informazioni:
Lucio Dattaro 348-2595007, Paolo Mozzoni 349-8232448
A:     Direzione Poste Italiane
CC:     Organi di informazione
CC :    Consiglio Comunale Felino

Come cittadini di San Michele Tiorre intendiamo sottoporre alla Vs. attenzione tutto il nostro disagio causato dai ripetuti disservizi subiti presso l'ufficio postale locale. L'ufficio di San Michele ha un bacino di utenza di oltre 2.200 abitanti e l'organico impiegatizio é di una sola persona la quale é concretamente impossibilitata a soddisfare le esigenze richieste: operazioni di sportello, vendita articoli e prodotti finanziari. Come conseguenza i cittadini di San Michele si trovano a dover sopportare spesso code stressanti allo sportello e l'impossibilità di poter ottenere tutti i servizi che l'ufficio di San Michele dovrebbe invece essere in grado di offrire. Vale la pena di evidenziare che si creano situazioni in cui l'utente, visto l'affollamento dell'ufficio e la situazione di difficoltà dell'operatore, preferisce andarsene per rivolgersi ad altri uffici ove compiere operazioni complesse che richiederebbero maggiore impegno da parte dell'addetto.
Da aggiungere le sempre più numerose occasioni in cui, con fantomatici cartelli, si avvisa l'utenza che l'ufficio é chiuso; l'ultimo cartello giustificava la chiusura dell'ufficio per "stampante rotta" come se la totalità delle operazioni avesse bisogno della stampante; ci sembra comunque inopportuno che in quell'ufficio non esista una seconda stampante.
Recentemente, sulla Gazzetta di Parma è stato segnalato il problema per due volte da un lettore di San Michele, che ha evidenziato anche lo stato di disagio dei dipendenti di Poste Italiane che hanno lavorato o che lavorano nell'ufficio di San Michele: una precedente impiegata è stata portata al licenziamento per non avere trovato comprensione ed aiuto da parte dei responsabili e anche gli attuali impiegati che si alternano non operano serenamente.
Questa situazione porta i cittadini a pensare che Poste Italiane stia gradualmente degradando l'ufficio di San Michele per ridurlo alla chiusura, operazione che gli abitanti di San Michele contrastano duramente in ragione della dimensione del paese di San Michele di Tiorre che attualmente conta 2200 abitanti in costante crescita stante il piano di urbanizzazione previsto nei prossimi anni.
La direzione di Parma lo scorso anno aveva comunicato alla sindaca Lori che l'ufficio di San Michele era a rischio chiusura perché non produce a sufficienza, ma si badi bene, non in termini di operazioni di sportello (che sono tante ma non contano), bensì di vendita di prodotti finanziari; considerazione che troviamo completamente fuori luogo in quanto, considerato il numero degli abitanti, se l'ufficio non produce i numeri sufficienti ciò è dovuto al fatto che il servizio non é adeguato ed a questo dovrebbe provvedere solamente Poste Italiane, Ente preposto a garantire il servizio ai cittadini italiani di San Michele Tiorre, potenziandolo e non riducendolo alla chiusura.